Dove, quando e come raccogliere funghi
Dove? Nel bosco, talvolta in un prato o in un pascolo, direbbe un micologo o un cercatore esperto. Alcuni boschi ne hanno di più, altri di meno; soltanto l'esperienza personale del cercatore è la migliore consigliera. Quando andate per funghi, non cercate un consigliere onnisciente e non rivolgetevi a un sensitivo o a un indovino. Non servirà. Difficilmente troverete un consigliere di buon cuore. Soltanto l'esperienza, l'intuito e forse talvolta un sogno premonitore sono i migliori consiglieri.
Una quantità equilibrata di umidità e di calore è la garanzia della crescita dei funghi. E quando i funghi crescono, anche un cercatore inesperto ne troverà sempre, più o meno. Il momento migliore della giornata per andare per funghi è il primo mattino, quando il bosco è ancora umido e fresco, quando dai rami o dalle foglie cadono gocce d'acqua scintillanti, scoprendo cappelli di funghi lucidi e viscidi. Rinfrescati dalla rugiada mattutina, i funghi sono più succosi, più sodi e forse perfino più facili da scorgere che nella lettiera assolata più tardi nel corso della giornata. Al mattino perfino il più piccolo rigonfiamento di terra coperto di foglie vi fermerà, vi farà guardare intorno e non di rado vi rallegrerà con un bel porcino nascosto a pochi passi, che spunta da sotto le foglie o il muschio. Se si è instaurato per un periodo più lungo un tempo umido e caldo, ma non troppo afoso, e le notti non sono fredde, i funghi crescono allo stesso modo nei boschi vecchi e giovani, fitti e radi.
Se fa piuttosto secco e freddo, anche se l'umidità è sufficiente, è meglio cercarli nel folto del bosco e non preoccuparsi troppo di un piccolo bottino. Ai funghi non piace un tempo simile.
Se al mercato ci sono funghi, è segno che è ora di andare per funghi, di passare del tempo nel bosco e godere dei suoi doni. Il mercato è un barometro abbastanza buono della stagione dei funghi. Naturalmente a maggio e perfino all'inizio di giugno non bisogna affrettarsi nel bosco, perché il micelio, salvo in rare annate, non si è ancora rafforzato abbastanza da produrre molti funghi. In questo periodo la raccolta dei funghi non è consigliabile (così come la pesca durante la frega dei pesci o la caccia durante il periodo di nidificazione degli uccelli); il micelio vegetativo cresce intensamente, preparandosi al raccolto futuro, e non si deve ancora calpestare la lettiera né pestare la «testa» di un fungo. Il tempo nebbioso e umido è il più adatto alla crescita dei funghi e alla loro raccolta.
Come vestirsi? Nel modo più leggero e comodo possibile. Un cercatore di funghi vestito con abiti impermeabili, con calzature alte e immancabilmente con un fazzoletto in testa o un cappello, si sentirà più a suo agio strisciando e chinandosi sotto i rami, camminando tra i cespugli, alla ricerca dei misteriosi habitat dei funghi. Raccogliete soltanto funghi che conoscete bene, e preferibilmente soltanto in cestini di legno o di plastica. Non si devono usare secchi di plastica o di metallo né sacchetti di plastica, perché i funghi contengono molta acqua e sono umidi anche all'esterno, quindi dopo qualche ora in questi contenitori si riscaldano più in fretta, si riempiono di larve, perdono il loro bell'aspetto, vi compaiono molti batteri e il loro valore nutritivo diminuisce.
Strappare o tagliare il fungo? Il fungo si taglia rasente al suolo o si estrae con cautela, ma non si spezza. Se si spezza il cappello, batteri e altri microrganismi attaccano rapidamente la parte danneggiata del gambo, rovinando non solo quest'ultima ma anche il micelio vegetativo alla sua base. Tuttavia è meglio tagliare il fungo, e questo metodo è più diffuso, perché si vede subito se il fungo è sano o pieno di larve. La piccola parte di gambo lasciata nella lettiera non rappresenta alcun pericolo per il micelio vegetativo. Inoltre nel cestino finiscono funghi più puliti.
È consigliabile che il cercatore di funghi, nelle giornate di sole, cammini con il sole alle spalle, perché così i funghi si vedono meglio nella lettiera illuminata, e che tocchi il meno possibile i rami di alberi e arbusti e non si addentri in luoghi erbosi bagnati, dove i funghi non sempre crescono, perché lì si annidano più spesso ragni, mosche, cimici e soprattutto zecche, oltre ad altri moscerini in attesa di una preda o semplicemente insetti nascosti.
Le zecche, che ci spaventano più di tutto e sono inoltre piuttosto pericolose, prediligono i giovani pioppeti di pioppo tremulo erbosi, le radure e i boschetti di lamponi e di ortiche; si trovano perfino nei pascoli. Di solito si appostano sulle foglie e sugli steli delle erbe o sugli arbusti (a un'altezza da 25 cm a 1 m) che crescono accanto a stradine e sentieri dove è più facile che passi di corsa un piccolo animale o che transiti un cercatore di funghi o di bacche.
Non è consigliabile raccogliere funghi nei boschi a meno di 300–500 m da grandi strade e autostrade, dove le auto di passaggio emettono molto piombo, cromo, nichel, cobalto e altri inquinanti, una parte considerevole dei quali viene assorbita dai funghi. Nei boschi irrorati con arboricidi, la raccolta dei funghi, così come quella di bacche o di erbe medicinali, è consentita soltanto dopo 10 mesi. Dove i boschi sono stati irrorati con arboricidi, deve essere sempre esposto un cartello di avvertimento. Nel bosco il cercatore di funghi deve essere non solo prudente ma anche attento, e non deve perdere l'orientamento sotto l'incanto del bosco e dei funghi. Per questo è molto utile che un cercatore di funghi sappia alcune cose:
• raccogliete per mangiare soltanto funghi che conoscete bene e che non siano pieni di larve né vecchi; non mettete a rischio la vostra salute né quella della vostra famiglia, dei buoni amici o dei vicini; • è pericoloso raccogliere e mangiare funghi congelati da più gelate successive, nei quali è iniziata la decomposizione delle proteine e si sono formate ammine e ammidi, sostanze velenose; • non si deve imporre a un altro cercatore un'opinione dubbia su questo o quel fungo; • la raccolta dei funghi non è consentita nelle riserve naturali integrali, né nelle zone a protezione integrale dei parchi nazionali e di altre aree protette; • non raccogliete funghi protetti, iscritti nel Libro rosso della Lituania; • non estirpate un porcino il cui cappello abbia un diametro inferiore a 1,5 cm, né un finferlo sotto 1 cm;• non si deve distruggere la lettiera forestale, che è la casa non solo dei funghi ma anche di altri piccoli animali del bosco;• non è consigliabile raccogliere funghi lungo i bordi delle strade, sui cigli delle autostrade o vicino alle ferrovie, perché i funghi che crescono lì hanno accumulato molti più inquinanti di quelli che crescono in un bosco a 200–500 m o più lontano; • è stato accertato che i funghi accumulano 4–5 volte o più cesio radioattivo rispetto alle piante. La fonte di piombo, cadmio, nichel, cromo e cesio è la lettiera forestale, mentre arsenico, manganese e ferro si accumulano più in profondità nel substrato, ma tutti sono accessibili ai funghi; • più sensibili agli inquinanti sono il cortinario caperato (Rozites), il boleto badio, l'agarico violetto (Lepista), il chiodino comune e il Tricholoma fulvo. Nei funghi sbollentati gli inquinanti si riducono della metà, se l'acqua viene scolata; • dopo aver estratto un fungo, bisogna pulire accuratamente la parte terrosa del gambo affinché non sporchi gli altri funghi raccolti; inoltre il terreno ricco di humus può contenere i batteri che causano il botulismo (Clostridium botulinum); • non credete al consiglio secondo cui i funghi che crescono su ceppaie, tronchi secchi o alberi schiantati dal vento sarebbero velenosi: non è vero; i chiodini (il chiodino comune, la famigliola mutevole, il fungo dell'inverno), il pleuroto e alcuni folioti sono funghi gustosi; • non credete all'affermazione che tutti i funghi giovani sono commestibili, perché l'amanita falloide, l'inocibe di Patouillard, l'entoloma livido e altri funghi velenosi da giovani sono molte volte più velenosi che da vecchi; • talvolta la stampa, la radio o la televisione, in cerca di popolarità, presentano impressioni dubbie o perfino del tutto false di questo o quel cercatore di funghi; per esempio, la radio riferisce che da qualche parte nel distretto di Šakiai sono stati trovati tartufi commestibili (o forse erano tartufi di cervo, falsi tartufi o perfino sclerodermi velenosi), oppure che su un appezzamento di un'ara sono stati trovati 3000 porcini (forse erano pinaroli). Le condizioni in Lituania sembrano troppo rigide per la crescita del tartufo, e trovare così tanti porcini su un piccolo appezzamento è incredibile. Informazioni del genere non dovrebbero essere diffuse al pubblico senza consultare i micologi; • quando vi preparate ad andare per funghi, soprattutto in boschi sconosciuti, non dimenticate una bussola, che vi aiuterà molto se vi perdete. Arrivati nel bosco, memorizzate sempre il nome del centro abitato o del bosco più vicino; • un cippo di particella forestale, soprattutto quello posto all'incrocio di più particelle, è il miglior segnale per orientarsi per chi si è perso: il numero più piccolo si trova sul lato nord. Stando di fronte a questo numero, saprete che alla vostra destra c'è l'ovest, alla vostra sinistra l'est e alle vostre spalle il nord; • durante la raccolta dei funghi è consigliabile controllare le parti scoperte del corpo ogni 2 ore, e dopo il ritorno dal bosco tutto il corpo; inoltre, cambiatevi rapidamente d'abito in un locale non abitato, scuotete i vestiti che vi siete tolti e fateli asciugare in corridoio o nell'ingresso, appesi lontano dagli altri indumenti o dalle calzature in uso; • se una zecca si è attaccata, non spalmatela né con cherosene né con grasso: così sarà soltanto più difficile estrarla. Dopo averla rimossa, si tampona il punto del morso con alcol, acqua di colonia o iodio; se sospettate che la zecca possa essere infetta, mettetela in una boccetta e rivolgetevi a un medico.