Mushroom Atlas

Funghi velenosi

Nel mondo dei funghi vi sono anche specie molto velenose e insidiose, entrate nella storia dell'umanità come ostaggi di misteriosi «tagliagole», che hanno contribuito a rovinare la vita di molte persone o perfino a causarne la morte.

In Europa crescono più di 1000 specie di funghi velenosi; nei nostri boschi, parchi e giardini se ne conoscono finora oltre 100, di cui 20–30 sono molto pericolose per la vita umana.

Si tratta però soltanto di cifre approssimative, perché tra non commestibile e velenoso non c'è un confine netto, e inoltre sono state studiate le proprietà nocive soltanto di pochi funghi velenosi. Non c'è bisogno di temere i funghi velenosi: basta conoscerli. Non sono un serpente o uno scorpione, un calabrone o perfino la buona piccola ape, che, calpestati inavvertitamente, stretti o provocati in altro modo, si difendono con un morso velenoso.

Molto velenosi sono l'amanita falloide e l'amanita virosa (angelo distruttore), l'entoloma livido, la conocybe dell'abete rosso, l'inocibe di Patouillard (inocibe che arrossisce), i clitocibi velenosi e alcuni altri. Anche soltanto 2–3 di questi funghi finiti in pentola sono, senza alcuna eccezione, ugualmente mortali per giovani, adulti e anziani. Un solo corpo fruttifero di inocibe di Patouillard del peso di 30–100 g è mortalmente pericoloso per una persona di 70 kg.

Oggi questi funghi sono ben studiati, e si sa quali delle sostanze che contengono siano velenose; per esempio, nel fungo più pericoloso – l'amanita falloide – sono state individuate ben 16 sostanze velenose, 7 delle quali particolarmente pericolose: amanitine, amanina, falloidina, fallacidina, ecc. Basta mangiare un corpo fruttifero di 50 g, che contiene 5–7 mg di sole amatossine, che non si sciolgono in acqua bollente – e questa è già una dose letale per l'uomo (in un corpo fruttifero di 100 g la quantità di amatossine è doppia). La letteratura riporta che su 562 casi di avvelenamento, 282 sono stati mortali. Gli altri funghi citati hanno proprietà simili.

La tossicità di un fungo dipende dal luogo in cui cresce, dalla sua età e dalle sue dimensioni: più è giovane, più è terribile. La cosa più terribile è che, quando ci si avvelena con questi funghi, ci si sente male soltanto quando è già troppo tardi – dopo diverse ore o perfino una decina o più, e talvolta persino dopo 2 giorni o più, quando il veleno è già stato assorbito nel sangue e ha danneggiato il funzionamento del fegato e del cervello.

In questi casi salvarsi è quasi impossibile. Il veleno ha già compiuto la sua opera oscura. Eppure, per quanto ripugnanti possano apparire le amanite e gli altri funghi velenosi dall'aspetto di «funghi malefici», e sebbene molti li conoscano bene, questi impostori si intrufolano comunque nel cestino e con il loro inganno procurano molti guai al cercatore di funghi disattento. Ogni anno in Lituania si verificano ancora diversi casi di avvelenamento, e allora talvolta perfino i medici sono impotenti a salvare una vita.

Nel modo più semplice e comprensibile, i funghi velenosi possono essere suddivisi in tre gruppi in base ai sintomi dell'avvelenamento:

a) funghi che irritano soltanto l'apparato digerente (alcuni lattari amari, alcune rossole). Dopo averli mangiati, entro 1–2 ore la temperatura sale e il paziente vomita e ha diarrea, ma guarisce dopo un paio di giorni;

b) funghi i cui veleni agiscono sul sistema nervoso (l'ovolo malefico, la tignosa paglierina, la tignosa vinata). Dopo averli mangiati, entro 2–3 ore compaiono nausea, vomito e diarrea, le pupille si dilatano e compaiono allucinazioni; se l'assistenza medica è tempestiva, questi pazienti guariscono senza troppe difficoltà;

c) funghi i cui veleni (amatossine, fallotossine, in particolare falloidina, amanitina) distruggono le cellule del sangue, del fegato o del cervello (l'amanita falloide, l'amanita virosa, l'entoloma livido, l'inocibe di Patouillard, la conocybe dell'abete rosso). 8–24 o perfino 48 ore o più dopo il pasto, la funzione epatica è compromessa (il fegato si indurisce) e compaiono dolori, convulsioni, vomito e diarrea, seguiti da perdita di coscienza; i sintomi si attenuano un po' e poi peggiorano di nuovo, gli attacchi di dolore si ripetono e la temperatura sale.

Bisogna tenere presente che anche i funghi fradici, pieni di larve o colpiti da più gelate, soprattutto quelli che crescono nel tardo autunno e più tardi (a dicembre), possono causare gravi avvelenamenti, proprio come la carne, il pesce o il burro avariati. Nel regno dei funghi a lamelle, quelli da temere di più sono le amanite, gli entolomi, gli inocibi, i clitocibi e i paxilli.

Tra i boleti e la famiglia delle russulacee, di cui in Lituania crescono circa 130 specie, non ve ne sono di particolarmente pericolosi. Tra i funghi che crescono in primavera, il più pericoloso è la falsa spugnola (Gyromitra). In essa è stata trovata la sostanza velenosa giromitrina, che con la bollitura non si decompone completamente, per cui talvolta ci si può avvelenare anche con false spugnole bollite due volte. Quando i funghi vengono essiccati (in un luogo ombreggiato, ma soltanto non abitato), la giromitrina evapora nel giro di 2–3 mesi e la sua tossicità si riduce notevolmente.

In caso di avvelenamento da funghi, mettete subito a letto il paziente, perché in tutti i casi la funzione cardiaca è compromessa; ponete una borsa dell'acqua calda ai piedi e sull'addome, date tè o caffè per sostenere il cuore ed evitate categoricamente le bevande alcoliche. Provocate artificialmente vomito e diarrea e rivolgetevi a un medico il più rapidamente possibile.