Mushroom Atlas

Amici e nemici dei funghi

I funghi non sono in grado di liberarsi di una mosca che si è posata su di loro, di una zanzara, di un aracnide che vi è strisciato sopra, di un millepiedi, di uno pseudoscorpione o di una lumaca che vi si è attaccata, per non parlare dei collemboli e di altri minuscoli coleotteri, e così fin dall'inizio della loro esistenza sono stati tutti costretti a vivere insieme.

Lo attesta il lontano passato: fossili dei periodi Giurassico e Cretaceo, nei quali i paleomicologi distinguono le impronte di ditteri e di altri insetti che si nutrivano di funghi, soprattutto di macromiceti. Oggi questo fenomeno non è solo evidente, ma anche ben spiegato. Protozoi, insetti, altri piccoli animali e perfino alcuni consanguinei dei funghi (altri funghi) che si nutrono di funghi o hanno trovato rifugio in essi, alcuni trascorrendovi perfino tutta la vita, sono chiamati micetobionti.

Il modo di vita dei funghi, in particolare la velocità di formazione e di crescita e la durata del corpo fruttifero, dipende fortemente dalle condizioni ambientali (quantità di calore e di umidità), e perciò anche alcuni micetobionti hanno dovuto cambiare il loro modo di vita e adattarsi accorciando il proprio ciclo vitale. Innanzitutto quelli che sono direttamente legati all'età biologica del corpo fruttifero del fungo. Del resto, i micetobionti, chi più chi meno, ripagano i funghi disperdendone le spore. Per esempio, soltanto 200 specie di ditteri intrattengono stretti legami con i funghi a cappello: alcuni se ne nutrono, altri vi si nascondono dai nemici, altri ancora vi trascorrono l'uno o l'altro stadio di sviluppo, o perfino tutta la vita, nel corpo fruttifero.

Le caratteristiche biologiche e fisiologiche dei micetobionti e il loro modo di vita sono stati studiati abbastanza bene. Alcuni insetti possono avere diverse generazioni durante la stagione di crescita dei funghi, altri 2–3, altri ancora soltanto una.

Alcuni scelgono soltanto i cappelli e depongono le uova soltanto in essi, da cui si sviluppano larve voraci; altri scelgono soltanto i gambi; altri sia i cappelli sia i gambi; e ci sono anche quelli che scelgono soltanto il micelio vegetativo alla base del gambo (nel substrato).

Si pensi che il porcino è attaccato da 60 specie di insetti, il pinarolo da 32, tutti i boleti da oltre 100, e i funghi a lamelle da 133 specie di soli ditteri. Le sole rossole sono attaccate da più di 30 specie. I prataioli hanno molti meno «aggressori» o «coinquilini» delle rossole. Anche le spugnole e le false spugnole hanno parecchi «aggressori» o «inquilini»: più di 50 specie. Le vesce, le bovista e gli altri gasteromiceti, invece, non piacciono agli insetti; soltanto qualche rara specie li visita, banchettando con la loro trama tenera e nutriente senza trattenersi a lungo. Anche il finferlo non è gradito: soltanto 3–4 specie di «aggressori» ne assaggiano la trama, e anche allora, come se «avessero paura», per lo più scavano soltanto nel gambo.

È stato accertato che alcuni micetobionti si accontentano di certi funghi, altri di altri, mentre altri ancora – i meno esigenti – non distinguono tra le specie fungine. Per esempio, Mycetophila jungorum è aggressiva e attacca ben 100 specie di funghi agaricoidi.

Ci sono anche quelli che hanno scelto soltanto 1–2 specie fungine. All'inizio e alla fine della stagione di crescita dei funghi si osserva un'attività minore dei micetobionti. Sembra esserci una relazione inversa tra la produzione di funghi e l'attività e l'intensità dei micetobionti. Più abbondante è la produzione di funghi, meno essi vengono attaccati (si riempiono di larve), sebbene ciò non trovi conferma ogni anno.

Si suppone che i funghi rilascino determinate sostanze attrattive che aiutano le femmine dei micetobionti a orientarsi nel folto del bosco, e perfino le attirano a trovare un fungo adatto in cui deporre le uova, portando via nel contempo le spore di quel fungo ed estendendone l'areale. È un fenomeno interessante, è oggetto di studio e ha buone prospettive per il futuro nella protezione dei porcini e di altri funghi pregiati da un'orda eccessiva di «aggressori», che talvolta distruggono circa il 60–70 per cento del raccolto non solo dei porcini, ma anche di altri funghi. Si tratta però di un lavoro impegnativo e piuttosto complesso, che richiede di chiarire prima la biologia degli insetti dannosi, il loro legame con il biotopo, l'attività stagionale, i loro rapporti con gli altri micetobionti e la loro importanza nella vita del bosco e nella biogeocenosi. Talvolta, spezzando un anello vitale di una biocenosi, si possono provocare fenomeni ancora più indesiderati.

Tra i micetobionti ci sono anche dei buoni a nulla tra i consanguinei dei funghi, per lo più ascomiceti del genere Hypomyces. Quando persiste un tempo caldo e umido, si creano condizioni favorevoli perché questi funghi mettano in atto i loro malvagi disegni. Capita spesso di imbattersi in un porcinello inclinato, in boleti Xerocomus deformati – verdi, dal gambo rosso o dal cappello bruno –, nel paxillo grigio, in alcune rossole, non di rado in un porcino, in un pinarolo o perfino in un finferlo, e in altri funghi.

La parte inferiore preferita del cappello (lamelle, tubuli) si ricopre di una pellicola di muffa parassita bianca, gialla o rosata, e non di rado il fungo attaccato sembra diventato corneo. I funghi colpiti sono inadatti all'alimentazione e talvolta sono perfino velenosi. L'ascomicete più diffuso è Apiocrea chrysosperma (Tul.) Syd., e nel suo stadio conidico Sepedonium chrysospermum (Bull.) Fr. Sebbene questo insidioso parassita sia quello che danneggia di più i funghi, sembra più mite del boleto parassita (Xerocmusparasiticus (Bull.: Fr.) Quel.), che parassita lo scleroderma comune (Scleroderma au-rantium Pers). Chi penserebbe che un fungo di origine boletoide, e per giunta commestibile, distrugga un gasteromicete velenoso insediandosi alla sua base radicale? È molto raro, trovato una sola volta (distretto di Anykščiai). Oppure l'asterofora polverulenta (Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditm.), che però, in quanto saprotrofa, ha legato la sua vita per lo più soltanto alle rossole morte, soprattutto alla rossola annerente e alla rossola scolorente. Una volta ho osservato come l'asterofora avesse «occupato» più di 60 corpi fruttiferi di rossola scolorente in un'intera particella di pineta a mirtillo nel distretto forestale di Daunoriai del Parco nazionale dell'Aukštaitija. Ci sono anche altri funghi cannibali che hanno un debole per i loro consanguinei vivi e morti.

Del resto, caprioli, alci, cinghiali, scoiattoli, arvicole, ghiandaie, tordi e alcuni altri abitanti del bosco talvolta banchettano con i funghi per curiosità, talvolta per saziare la fame e talvolta quando non stanno bene. Gli scoiattoli sono quelli che mangiano più funghi.

Le ricerche sui micetobionti sono state condotte soltanto in tempi piuttosto recenti; sono iniziate soltanto negli anni '70 del Novecento (in Germania, Finlandia, Ungheria, Inghilterra e Russia). È confortante che negli ultimi anni siano condotte anche in Lituania (Istituto di Ecologia).