Il regno dei funghi
Il mondo vivente è sconfinatamente vasto, affascinante e complesso, e ancora oggi è pieno di misteri. Per orientarsi più facilmente nella sua immensità, gli scienziati lo hanno suddiviso in una decina o più di regni. Una classificazione del mondo vivente abbastanza comprensibile, accettabile e tuttora attuale è quella dello scienziato inglese Whittaker (Whittaker, 1969), che distingue tre regni in base al modo di nutrirsi: le piante (300 mila specie), i funghi (circa 1,3 milioni) e gli animali (circa 1,5–1,7 milioni).
Il mondo dei funghi è uno dei più grandi e meno conosciuti. Oggi sono state descritte circa 100–300 mila specie, e si ritiene che sia stata descritta soltanto una specie su 5. Ciò significa che in realtà sono molte di più.
A differenza delle piante, la natura non ha donato ai funghi il miracoloso pigmento di sintesi, la clorofilla, limitando così la loro capacità di produrre sostanze organiche a partire da anidride carbonica e acqua sfruttando le enormi risorse dell'energia solare. Di conseguenza, come gli altri organismi eterotrofi, essi sono stati costretti a servirsi della materia organica già esistente, assimilandola direttamente. Nel corso dell'evoluzione i funghi hanno saputo approfittare in modo eccellente di questa offerta della natura.
I funghi si trovano su tutta la terra, ovunque vi sia materia organica. La loro ampia valenza ecologica è determinata da un insieme di caratteri morfologici, fisiologici e adattativi formatisi nel corso di una lunga evoluzione. Oltre ai luoghi con le condizioni di vita più favorevoli al loro sviluppo (boschi, parchi, giardini, suolo), essi si trovano nei posti più inaspettati: nella zona del permafrost, in profondi e bui spazi sotterranei, in caverne e grotte, sulle montagne al di sopra delle nuvole, nei deserti aridi e nelle profondità degli oceani.
In realtà i funghi non sono affatto così immobili o deboli; a volte sono perfino piuttosto minacciosi e spaventosi. Agricoltori, ortolani, floricoltori e forestali si scontrano quasi continuamente con malattie causate da funghi parassiti, che provocano una moltitudine di danni.
Quando le fusariosi stroncano la vita dei cereali invernali nella zona del colletto, il danno diventa visibile solo in primavera, quando nei campi di germogli verdi compaiono strisce di chiazze ingiallite. Anche se un chicco riesce a crescere, per quanto stentato, non è adatto né all'alimentazione umana né al foraggio. Foglie e frutti di cavoli, patate, pomodori e altri ortaggi vengono devastati dall'antracnosi. Non meno feroci, soltanto più difficili da notare, sono le tracheoverticilliosi, che soffocano le piante facendole avvizzire. E poi ci sono le «simpatiche» ticchiolature, ruggini, carboni e soprattutto gli oidi (mal bianco): quanti danni provocano, o con quanta completezza distruggono frutta, cereali, ortaggi o le piantine di un futuro bosco. È difficile perfino calcolarlo. Moltissime persone e animali ne soffrono (soprattutto nei paesi caldi).
Inoltre, sono numerose le testimonianze di funghi parassiti che, penetrati in biblioteche, musei e archivi, per soddisfare i propri bisogni vitali distruggono senza pietà preziose opere d'arte, libri e documenti sopravvissuti per secoli o più, e danneggiano le apparecchiature più preziose. Rovinano case, fanno crollare ponti e contribuiscono ad affondare navi. Di questi funghi parlavano con particolare astio i marinai di un tempo, le cui navi di legno spesso venivano da essi affondate. Naturalmente, se l'uomo è prudente e ingegnoso, la porta ai funghi pericolosi resta chiusa e i danni che causano sono piccoli.
D'altra parte, molti funghi producono preziose sostanze medicinali e nutritive: antibiotici, vitamine, stimolanti della crescita, enzimi, acidi organici, proteine, fosforo, potassio, ecc. Medici e farmacologi se ne interessano da tempo; per esempio, la sola penicillina, che ha salvato milioni di vite, ha esaltato i funghi quasi a riscattare i danni causati dai loro parenti, attirando su di essi un'attenzione particolare. Attualmente si conoscono circa 1000 composti fungini dotati di proprietà antibatteriche e antivirali o di attività biologica, e le loro proprietà medicinali sono oggetto di studi intensivi.
I biologi (forestali, agricoltori, ortolani) si sono interessati ai funghi utili che distruggono gli insetti – e perfino altri funghi – dannosi per le colture dei campi, dei frutteti, degli orti e dei boschi, e si avvalgono con successo dei loro servigi. Sarebbe difficile immaginare la vita dei panettieri e dei pasticcieri, di tutti i cuochi, dei birrai e dei vinificatori senza i lieviti. E che lavoro meraviglioso svolgono i funghi nel suolo, rendendolo soffice e arricchendolo di humus.
E il bosco (che da tempo immemorabile ha dato riparo all'uomo, lo ha vestito, nutrito e protetto dalle sventure) è un complesso organismo vivente in cui, nel corso di milioni di anni, si sono stabiliti armonia e ordine tra piante, animali e soprattutto funghi. Il bosco e i funghi sono come gemelli inseparabili che non possono vivere l'uno senza l'altro. Ogni anno su ogni ettaro di lettiera forestale cadono da 2 a 10 tonnellate o più di aghi, foglie, ramoscelli, rami e alberi caduti. Qui i funghi, in quanto iniziatori della decomposizione della lignina, occupano un posto eccezionale: sono i veri operatori ecologici della natura. Aiutati dal sole, dalla pioggia e da batteri, protozoi, insetti e altri piccoli animali, nel giro di pochi anni o anche prima trasformano in soffice terriccio forestale non solo i detriti caduti, ma anche gli alberi schiantati dal vento, le ceppaie e perfino il pregiato legname da costruzione lasciato incustodito. Alcune fonti bibliografiche sostengono che ben l'80 per cento delle specie vegetali non potrebbe crescere bene senza la simbiosi con i funghi, o addirittura deperirebbe.
Per esempio, le orchidee senza un fungo non riuscirebbero nemmeno a germogliare, e forse ancora oggi l'uomo non avrebbe mai visto i fiori di queste meravigliose piante.
E i porcini, i porcinelli rossi, i lattari deliziosi, i finferli e molti altri funghi commestibili e velenosi crescono soltanto all'ombra di querce o betulle, pini o abeti rossi e di alcuni altri alberi.
Dunque i funghi, si potrebbe dire, fanno parte dell'organismo stesso del bosco e restano importanti sia per il bosco sia per l'uomo. E nel ciclo generale della materia in natura essi partecipano attivamente non solo alla decomposizione della materia organica, ma anche al suo rinnovamento.
I paleomicologi sostengono che i primi e più semplici funghi siano comparsi sulla terra agli albori degli organismi viventi (nell'era archeana), circa 800 milioni di anni fa, e i funghi micorrizici 265 milioni di anni fa.
Il mondo dei funghi è grande e vario. I funghi differiscono enormemente per dimensioni – da quelli invisibili a occhio nudo a quelli che pesano una decina o perfino diverse decine di chilogrammi – e per modo di vita. La loro diversità e diffusione sono particolarmente poco studiate. Tuttavia i macromiceti, e soprattutto i funghi a cappello, forse perché più grandi e più visibili, sono i funghi meglio studiati. In Lituania sono state registrate circa 2500 specie di macromiceti.